Domenica 26 luglio ore 21.00 Alessandro Pera – reading ‘Il concerto del primo maggio” estratto dallo spettacolo teatrale “Ehi tu! Il lato cattivo di Ernesto (Che) Guevara”

Domenica 26 luglio

ore 21.00

Alessandro Pera – reading ‘Il tradizionale concerto del primo maggio”

estratto dallo spettacolo teatrale  “Ehi tu! Il lato cattivo di Ernesto (Che) Guevara”

ehi tu

Lo spettacolo nasce da un monologo di Alessandro Pera, ampliato ed ottimamente adattato alle esigenze sceniche. L’ispirazione coglie l’autore in un momento di vita vissuta quando, incuriosito, decide di andare ad osservare quel fenomeno politico, musicale e sociale che è il “tradizionale” concerto del primo maggio.

E’ in Piazza S.Giovanni a Roma, davanti ad una bancarella di magliette, che viene folgorato dall’accostamento di immagini di personaggi i cui valori, da vivi, erano distanti anni luce, se non antitetici. Cosa possono avere in comune Gandhi, Padre Pio, Madre Teresa e Marilyn Monroe? E cosa li può rendere accostabili al Che? La risposta non viene fornita in modo esplicito, ma lo spettacolo si anima da subito di una sottile e coerente critica all’appiattimento su un sistema di valori universali, globalizzati, facilmente spendibili e vendibili che rende possibile tale accostamento.

È, di riflesso, un attacco all’“industria culturale”, capace di appropriarsi di qualsiasi immagine snaturandola al fine di renderla vendibile, trasformandola in paccottiglia da bancarella. Il processo, contestato in modo ironico e divertente, è quello che punta a ripulire qualsiasi grande personaggio della propria personalità, delle proprie idee, e soprattutto dei propri lati oscuri in cui albergano i valori spesso più profondi e significativi dell’individuo, le convinzioni più solide e scomode che ne animavano e rendevano coerente l’azione. Un’operazione necessaria se si vuole far apparire tutti buoni, tutti uguali, tutti commercialmente attraenti. Ma è questa perdita della vera anima del Che che ad Alessandro non piace.

È per rendere giustizia e merito al suo idolo che decide di rivendicarne i sentimenti autentici che ne hanno condizionato l’esistenza e l’azione. I più difficili, necessariamente violenti e non spendibili. “Il lato cattivo” insomma. Quello che gli ha veramente permesso di diventare il rivoluzionario che fu.

estratto dalla recensione di Maurizio Archilei per Escamontage

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