Lunedì 27 luglio ore 20.00 incontro con Chiara Novelli “il Quadraro come romanzo”

Lunedì 27 luglio

ore 20.00 incontro con Chiara Novelli “il Quadraro come romanzo

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Chiara Novelli, nata a Roma nel 1974, ha pubblicato “Storie del Quadraro” nel 2004.

La presente seconda edizione è stata pensata e voluta per tutti gli appassionati della storia “di casa nostra”; ma anche per illustrare l’esistenza di uno scenario di vita forse poco noto a chi è più distante dall’epoca e dal luogo interessato.

Ma il legame di Chiara Novelli col Quadraro  è cominciato in realtà ancor prima, pur se di poco, degli anni cinquanta qui descritti: nel romanzo “La strada dai fiori azzurri” (pubblicato con Terre Sommerse Group Editore, Roma 2013), narra infatti le vicissitudini della sua famiglia materna a partire dall’anno 1944, quando il nonno Amedeo finì tra i deportati del Rastrellamento del 17 aprile (la sua cattura avvenne in maniera del tutto casuale, dopo l’arrivo a Roma da Velletri bombardata il 22 gennaio 1944).

Tale legame tuttora continua; e la realizzazione di due opere letterarie dedicate a questa “piccola città nella grande città”, ovvero la presente raccolta di racconti ed il romanzo sopra citato, è l’espressione di una

volontà di conservare una memoria storica non soltanto privata, ma anche e soprattutto collettiva.

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Domenica 26 luglio ore 21.30 Vins Gallico presenta “Final Cut” (Fandango libri) (EVENTO PREVISTO IL 21 LUGLIO E POSTICIPATO CAUSA FORZA MAGGIORE)

Domenica 26 luglio

ore 21.30

Vins Gallico presenta “Final Cut” (Fandango libri)  

(EVENTO PREVISTO IL 21 LUGLIO E POSTICIPATO CAUSA FORZA MAGGIORE)

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Restituire gli effetti personali alle coppie appena scoppiate. È questo lo scopo della Final Cut, la ditta di trasporti fondata dal protagonista del nuovo romanzo di Vins Gallico “Final Cut. L’amore non resiste”, edito da Fandango Libri.

Mettere il punto finale ad una relazione non è per nulla semplice. Richiede coraggio e determinazione. E comporta molto dolore.

Leggi la recensione su Left

le mutande dell'ex

Domenica 26 luglio ore 21.00 Alessandro Pera – reading ‘Il concerto del primo maggio” estratto dallo spettacolo teatrale “Ehi tu! Il lato cattivo di Ernesto (Che) Guevara”

Domenica 26 luglio

ore 21.00

Alessandro Pera – reading ‘Il tradizionale concerto del primo maggio”

estratto dallo spettacolo teatrale  “Ehi tu! Il lato cattivo di Ernesto (Che) Guevara”

ehi tu

Lo spettacolo nasce da un monologo di Alessandro Pera, ampliato ed ottimamente adattato alle esigenze sceniche. L’ispirazione coglie l’autore in un momento di vita vissuta quando, incuriosito, decide di andare ad osservare quel fenomeno politico, musicale e sociale che è il “tradizionale” concerto del primo maggio.

E’ in Piazza S.Giovanni a Roma, davanti ad una bancarella di magliette, che viene folgorato dall’accostamento di immagini di personaggi i cui valori, da vivi, erano distanti anni luce, se non antitetici. Cosa possono avere in comune Gandhi, Padre Pio, Madre Teresa e Marilyn Monroe? E cosa li può rendere accostabili al Che? La risposta non viene fornita in modo esplicito, ma lo spettacolo si anima da subito di una sottile e coerente critica all’appiattimento su un sistema di valori universali, globalizzati, facilmente spendibili e vendibili che rende possibile tale accostamento.

È, di riflesso, un attacco all’“industria culturale”, capace di appropriarsi di qualsiasi immagine snaturandola al fine di renderla vendibile, trasformandola in paccottiglia da bancarella. Il processo, contestato in modo ironico e divertente, è quello che punta a ripulire qualsiasi grande personaggio della propria personalità, delle proprie idee, e soprattutto dei propri lati oscuri in cui albergano i valori spesso più profondi e significativi dell’individuo, le convinzioni più solide e scomode che ne animavano e rendevano coerente l’azione. Un’operazione necessaria se si vuole far apparire tutti buoni, tutti uguali, tutti commercialmente attraenti. Ma è questa perdita della vera anima del Che che ad Alessandro non piace.

È per rendere giustizia e merito al suo idolo che decide di rivendicarne i sentimenti autentici che ne hanno condizionato l’esistenza e l’azione. I più difficili, necessariamente violenti e non spendibili. “Il lato cattivo” insomma. Quello che gli ha veramente permesso di diventare il rivoluzionario che fu.

estratto dalla recensione di Maurizio Archilei per Escamontage

Sabato 25 luglio ore 20.30 Ivan Talarico presenta “Ogni giorno di felicità è una poesia che muore” (Gorilla Editore)

Sabato 25 luglio
ore 20.30

Ivan Talarico presenta

“Ogni giorno di felicità è una poesia che muore” (Gorilla Editore)

Ivan Talarico a 100 libri in giardino

“La poesia è un’arma deleteria per chi non vuole ammettere che la sintesi allontana più velocemente dalla menzogna. La poesia è la cosa più vicina al silenzio, non è tale per poco, inizia e finisce in un attimo, è come una parola scappata da una bocca troppo chiusa. Per questo è sempre superiore, anche se superflua in un organismo sano” (dalla prefazione di Antonio Rezza).

Intervista di Maria Ausilio Gulino su www.nuovepagine.it

La scrittura di Ivan Talarico è surreale, noi lo abbiamo conosciuto attraverso la sua silloge Ogni giorno di felicità è una poesia che muoredove ha parlato di “astrazioni e distrazioni, d’incanti e disincanti”. Usa la parola mai a caso, del resto si occupa di musica e di teatro, dunque la collocazione di ogni sillaba all’interno di una parola assume un significato ben preciso. Incontrandolo ci ha raccontato di umorismo, del “sorriso beffardo” e di come è possibile lasciarsi vivere piuttosto che viversi ostinatamente.

Dalla sua silloge apprendiamo che si occupa di spettacoli e musica “paradossali”: cosa è il paradossale?
È l’estrema unzione del ragionamento. L’unico modo per far scivolare la logica nella vita.

L’umorismo in poesia: cos’è? Come si manifesta? A che pro?
Per me l’umorismo è sempre involontario, soprattutto in poesia. Si manifesta come una vaga forma di ironia, un sorriso beffardo che non vuole limitare le possibilità infinite di espansione del reale. O a volte vuol chiudere le parentesi fumose del pensiero.

Secondo lei cosa c’è oltre la realtà?
Un’altra realtà. E dietro un’altra ancora. Mondi inesplorati. Basta solo avere occhi e guardar bene.

In che modo si può vivere al meglio?
Forse basterebbe lasciarsi vivere invece che viversi ostinatamente. O abituarsi a morire di tanto in tanto, senza prenderci gusto.

Oggi la scrittura è accessibile a tutti, in che modo possiamo scegliere quella di qualità?
Scegliendo quella cresciuta nei pascoli più verdi, allevata con i mangimi migliori e selezionata con amore per noi.

Chi sono i suoi scrittori preferiti e i libri?
I miei scrittori preferiti sono tutti morti, purtroppo. E i libri preferiti già letti.

Cosa vorrebbe lasciare ai posteri?
Mi piacerebbe lasciare un retrogusto di rabarbaro. Vorrei che in futuro chiunque sentisse, dopo un sorriso o un pensiero, un vago sapore di rabarbaro sul fondo della bocca, pensasse a me.

Venerdì 24 luglio ore 20.00 Daniele Comberiati presenta “Vie di fuga” (Besa editore)

 

Venerdì 24 luglio

ore 20.00

Daniele Comberiati presenta “Vie di fuga
(Besa editore)

vie di fuga a 100 libri in giardino

Matteo Bertola, impiegato precario e in nero presso una grande ditta americana di pompe funebri con sede a Roma, scrive epitaffi e necrologi. Tramite un conoscente gli viene affidato un lavoro indipendente: nella Sila calabrese, due anziani, morti nello stesso giorno, hanno scelto di farsi seppellire insieme, memori di un antico patto e di una vecchia amicizia.

Matteo viene catapultato in un meridione montano che gli appare deforme e ostile: a Petilia Policastro, il piccolo paese calabrese nel quale è ospite dalla famiglia di uno dei defunti, il mondo è delimitato dai “rustici”, gli scheletri delle case mai costruite con le rimesse degli emigranti, mentre la popolazione si mostra chiusa e incomprensibile.

Sarà tramite l’interessamento di un barista, Mimì, che Matteo riuscirà a ricostruire i profili dei due morti: il più giovane, Francesco Calmierati, agitatore politico ai tempi della lotta per la terra e in seguito asservito al padronato locale, sembra attirare su di sé le maggiori attenzioni; del secondo, Andrea, verrà a sapere molto poco: l’emigrazione in Belgio e in Svizzera, e l’inquietante presenza nelle grandi tragedie degli emigranti italiani come Marcinelle e Mattmark. Del rapporto che lega i due uomini, però, sembra che nessuno conosca nulla. E la scrittura dell’epitaffio, così come il disegno del paese che la sera Matteo traccia su un foglio per rilassarsi, sembra non poter finire mai…

Grazie a un vecchio ebreo scampato all’eccidio di Salonicco che con il tempo è diventato la memoria storica del paese, Matteo comprende la complessità etnica e religiosa di Petilia, lo iato prodotto dal boom economico e le storie intrecciate dei migranti. Sarà attraverso le sue parole che, da spettatore esterno, proverà a scrivere quello che è accaduto: una storia minuscola che abbraccia emigrazione storica, boom, la rivolta di Reggio nel 1970 fino a un presente in cui tutti, solo apparentemente, hanno scelto di dimenticare.

Daniele Comberiati è professore associato di italianistica presso l’Université Paul-Valéry di Montpellier.

Venerdì 24 luglio ore 21 presentazione del libro ABOLIRE LE PRIGIONI Una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini (Chiarelettere) con Luigi Manconi, Valentina Calderone, Guido Vitiello

ABOLIRE IL CARCERE

Una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini

di Luigi Manconi, Stefano Anastasia, Valentina Calderone, Federica Resta

Prefazione di Gustavo Zagrebelsky

Chiarelettere, Milano 2015

24 luglio ore 21 presentazione del libro  ABOLIRE LE PRIGIONI  Una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini (Chiarelettere) con Luigi Manconi, Valentina Calderone,  Guido Vitiello

“Non ci appare stupefacente che in tanti secoli l’umanità che ha fatto tanti progressi in tanti campi delle relazioni sociali non sia riuscita a immaginare nulla di diverso da gabbie, sbarre, celle dietro le quali rinchiudere i propri simili come animali feroci?”

Dalla postfazione di Gustavo Zagrebelsky

SCHEDA

Non è una provocazione. Nel 1978 il parlamento italiano votò la legge per l’abolizione dei manicomi dopo anni di denunce della loro disumanità. Ora dobbiamo abolire le carceri, che, come dimostra questo libro, servono solo a riprodurre crimini e criminali e tradiscono i principi fondamentali della nostra Costituzione.

Tutti i paesi europei più avanzati stanno drasticamente riducendo l’area del carcere (solo il 24 per cento dei condannati va in carcere in Francia e in Inghilterra, in Italia l’82 per cento). Nel nostro paese chi ruba in un supermercato si trova detenuto accanto a chi ha commesso crimini efferati. Il carcere è per tutti, in teoria. Ma non serve a nessuno, in pratica. I numeri parlano chiaro: la percentuale di recidiva è altissima.

E dunque? La verità è che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani non ha idea di che cosa sia una prigione. Per questo la invoca, ma per gli altri.

La detenzione in strutture in genere fatiscenti e sovraffollate deve essere quindi abolita e sostituita da misure alternative più adeguate, efficaci ed economiche, capaci di soddisfare tanto la domanda di giustizia dei cittadini nei confronti degli autori di reati più gravi (solo una piccola quota dei detenuti) quanto il diritto del condannato al pieno reinserimento sociale al termine della pena, oggi sistematicamente disatteso.

Il libro indica Dieci proposte, già oggi attuabili, per provare a diventare un paese civile e lasciarci alle spalle decenni di illegalità, violenze e morti.

Luigi Manconi insegna Sociologia dei fenomeni politici presso l’università Iulm di Milano. È parlamentare e presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato. Nel 2001 ha fondato A Buon Diritto. Associazione per le libertà.

Stefano Anastasia è ricercatore di Filosofia e sociologia del diritto presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’università di Perugia, dove coordina la Clinica legale penitenziaria. È stato presidente dell’associazione Antigone.

Valentina Calderone è direttrice di A Buon Diritto. Associazione per le libertà e autrice di saggi sul tema della detenzione.

Federica Resta è avvocato, dottore di ricerca in Diritto penale e funzionario del Garante per la protezione dei dati personali.

Giovedì 23 luglio ore 20.00 Andrea Di Carlo reading “Appunti per un discorso sull’odio”

Giovedì 23 luglio

ore 20.00

Andrea Di Carlo

reading

“Appunti per un discorso sull’odio”

odio

Parole: Andrea Alessandro Di Carlo
Corde: J. H. Guraj

I giorni scanditi da pensieri ordinati, la messa a fuoco di un’esistenza che sembra crollare da un giorno all’altro, le ansie, gli istanti, le paure e le insicurezze. La pioggia, le cicale, i toraci in fiamme e Gian Maria Volontè che prega in ‘Todo Modo’. Una lunga ed attenta riflessione sul significato dell’esistenza, sul dolore, sull’odio e sull’oblio. Un unico racconto, una granitica e tortuosa discesa nella quotidianità che, per emersione, illumina i dettagli della nostra esistenza facendoli danzare tra loro.

Andrea Alessandro Di Carlo è nato ad Atri nel 1975. Ha pubblicato “La rabbia, un racconto e trentasei disegni” (NdA press 2006) Nel 2009 scrive i racconti per il libro “Guerra civile” di Ericailcane (autoprodotto). Suoi racconti e sue poesie sono apparsi su diverse riviste e antologie in Italia e all’estero. Vive a Bologna dove gestisce con due soci la libreria Modo Infoshop.

Il racconto è pubblicato per la nuova collana editoriale di bébert edizioni Gli Irrisolti, piccole pubblicazioni dal prezzo contenuto. Gli Irrisolti sono un contenitore per narrazioni indefinite, senza orizzonti e senza finali.

AL TERMINE DEL READING

PLAYGIRLS FROM CARACAS DJ SET

Giovedì 23 luglio ore 18.30 “Musicastrocca” spettacolo per bambini di e con Massimiliano Maiucchi – musiche di Alessandro D’Orazi (2/5 anni)

Giovedì 23 luglio
ore 18.30

“Musicastrocca”

spettacolo per bambini

di e con Massimiliano Maiucchi e Alessandro D’Orazi

(2/5 anni)

partecipazione a libera sottoscrizione (a cappello)

lamusicastrocca1

La Musicastrocca per cantare,ballare e giocare tra le rime e le note   

Autore: Massimiliano Maiucchi

Musiche: Alessandro D’Orazi

Cosa succede quando la filastrocca incontra le note musicali? E cosa succede quando uno scrittore di libri per bambini, incontra un musicista diplomato al conservatorio?
Nasce “LA MUSICASTROCCA!!!” Un concerto per cantare, mimare e giocare tra le rime e le note.
I bambini saranno chiamati più volte a partecipare, attraverso domande, canzoni da mimare e da ballare, drammatizzazioni coreografiche e cori.

Con la canzone “LA MUSICASTROCCA” conosceranno le note e balleranno un valzer.

Con “LA FILASTROCCA DA MIMARE
Useranno tutto il loro corpo per rappresentare le rime della canzone.

Con “LA FIFASTROCCA” avranno l’importantissima occasione di giocare con la paura e faranno finta di essere il lupo, il pipistrello e la strega.

Con “IL BOSCO STELLATO” Faranno l’esperimento di ascoltare ad occhi chiusi, un racconto musicato tra lucciole e folletti, per poi raccontare che cosa sono riusciti a vedere.
…e tante altre filastrocche, canzoni e sorprese!

Lo spettacolo, alterna le filastrocche di Massimiliano Maiucchi a canzoni tradizionali

Mercoledì 22 luglio ore 18.30 Laboratorio di scrittura per bambini e ragazzi (età consigliata 8-12) a cura di Alessandro Pera

Mercoledì 22 luglio ore 18.30

RACCONTA UNA STORIA

Laboratorio di scrittura per bambini e ragazzi

(età consigliata 8-12)

a cura di Alessandro Pera

partecipazione libera

laboratorio di scrittura per bambini e ragazzi

Alessandro Pera, educatore e scrittore vive a Roma, dove è nato nel 1957.

Narratore che ha sperimentato anche il teatro, lavora in un Centro di aggregazione giovanile.

Ha pubblicato nel 1999 la raccolta di racconti Afa (Odradek Edizioni); ha partecipato con propri racconti alla raccolte collettive In ordine pubblico (Fahrenheit 451, 2005), Fragole e sangue (Edizioni clandestine, 2007), Per sempre ragazzo (Marco Tropea editore, 2011).

Nel 2014 ha pubblicato con Lorusso editore “In tempo di guerra ed altri racconti”