Venerdì 31 luglio Per l’ultimo Venerdì da Leoni ore 20,30 Tornei di Mezza Estate in Giardino Ping-pong e Biliardino FESTA DI CHIUSURA CON BLUTOPIA dj set

11218915_10207101387604120_7408336222507858926_n

Venerdì 31 luglio

Per l’ultimo Venerdì da Leoni
ore 20,30
Tornei di Mezza Estate in Giardino
Pingpong e Biliardino

FESTA DI CHIUSURA

CON BLUTOPIA

dj set

Annunci

Mercoledì 29 luglio ore 21.30 ‘La moderata bellezza’ Gaja Cenciarelli e Francesca Serafini dialogano di calcio e città eterna. Modera Giordano Meacci

Mercoledì 29 luglio

ore 21.30

La moderata bellezza

Gaja Cenciarelli, autrice del libro ROMA tutto maiuscolo come sulle vecchie targhe (Ventizeronovanta)

e Francesca Serafini, autrice di DI CALCIO NON SI PARLA (Bompiani)

dialogano di calcio e città eterna.

Modera Giordano Meacci

Gaja non vive a Roma. Gaja è Roma. Una Roma calda, accogliente e orgogliosa. Una città invisibile assediata da una città invivibile. Gaja diventa la cronista degli ultimi istanti di questa città destinata a scomparire come scompare lo Storico Negozio di Alimentari, costretto a chiudere per colpa dell’avidità umana, e dove avvengono gli incontri di personaggi che non si trovano uguali in nessun altro punto del mondo.

Gaja osserva e trascrive, nascondendo la sua tristezza dietro la leggerezza della sua ironia e l’eleganza della sua scrittura. È uno scontro. Da una parte il mondo letterario di una che ha la sventura di “lavorare coi libri”, dall’altra il fronte di chi si è formato nella vita di ogni giorno e che verso gli “intellettuali” mostra rispetto e diffidenza. Non sono solo anziani negozianti e baristi burini, ma anche nobildonne ignoranti.

ROMA tutto maiuscolo come sulle vecchie targhe (Ventizeronovanta) è un racconto orizzontale. Penetra nelle teste degli altri con un dialetto mimetico, condivide le stesse conseguenze materiali di una crisi che pare infinita e contro cui non c’è nulla da fare.

Nonostante sia spesso al centro di fatti di cronaca che spingerebbero al disamore, il calcio continua ad appassionare milioni di persone di tutte le età, di ogni classe sociale e di qualunque orientamento ideologico. Francesca Serafini – sceneggiatrice, linguista e tifosa di lungo corso – prova a domandarsi perché, in un libro in cui il calcio rappresenta soprattutto il punto di fuga per divagare sull’Italia degli ultimi vent’anni; sul suo linguaggio e sulle forme di intrattenimento dei nostri giorni, in un racconto che intreccia ricordi autobiografici, suggestioni letterarie e digressioni saggistiche su cinema, tv e altre più insolite fucine di occasioni di bellezza. E nel suo rotolare – aggregando vorticosamente frammenti – il pallone finisce per assumere le dimensioni di un macigno intenzionato a scagliarsi da un lato contro i luoghi comuni sul calcio e le donne; e dall’altro – non senza ironia – contro l’omologazione che minaccia le forme di narrazione contemporanee.

di calcio non si parla roma tutto maiuscolo

Francesca Serafini

alterna da anni alla scrittura creativa quella saggistica: tra le sue ultime pubblicazioni, ricordiamo L’italiano letterario: poesia e prosa (con Giordano Meacci, 2011), terzo volume della Storia della lingua italiana per immagini diretta da Luca Serianni; e Questo è il punto. Istruzioni per l’uso della punteggiatura (2012). Tiene abitualmente corsi di scrittura e lezioni universitarie in Italia e all’estero. È inoltre editor per diverse case editrici e consulente per la fiction per RSI.

Gaja Cenciarelli

Vive a Roma. Laureata in lingue, ha lavorato per anni in diverse case editrici e ora traduce dall’inglese narrativa e saggistica. È specializzata in letteratura irlandese e dei paesi anglofoni e scritture femminili. Caporedattrice di vibrisselibri, ha pubblicato racconti in antologie e riviste, e libri: Il cerchio (2003), Extra Omnes. L’infinita scomparsa di Emanuela Orlandi (2006), Sangue del suo sangue(Nottetempo 2011).

Lunedi’ 27 Luglio ore 22:15 Lezione gratuita piu’ esibizione di Swing dance (Lindy hop) con la scuola “Feel that Swing” (Lezione dedicata ai principianti assoluti, non c’e’ bisogno di essere in coppia.)

Lunedi’ 27 Luglio

ore 22:15

Lezione gratuita ed esibizione di Swing dance (Lindy hop)Lunedi' 27 Luglio ore 22:15 Lezione gratuita piu' esibizione di Swing dance (Lindy hop) con la scuola con la scuola “Feel that Swing”
(Lezione dedicata ai principianti assoluti, non c’e’ bisogno di essere in coppia)

Nell’epoca della musica swing il lindy hop e’ stato un vero fenomeno di massa. Centinaia di ballerini senza discriminazione di razza affollavano le ballroom americane dove si esibivano le grandi orchestre swing. E’ un ballo afroamerivano nato ad Harlem negli anni 20/30 del secolo scorso. Si balla prevalemntemente in coppia ma esistono routine che prevedono dei passi da eseguire da soli (solo steps) e include numerose figure ed elementi derivati dal charleston e dal tip tap. Oggi il lindy hop e’ un fenomeno globale ed esistono appassionati e cultori in ogni continente.

Corsi per la stagione 2015/2016

LUNEDI 19:30
TRAINING FACTORY Viale del Caravaggio, 113 zona Colombo (inizio corsi 21 Settembre)

MERCOLEDI 21:15
SPAZIO TIBURNO Via Tiburno, 33 zona Tiburtina (inizio corsi 2 Settembre)

GIOVEDI 19:15
EX CINEMA IMPERO  Via dell’acqua bullicante 123 zona Tor pignattara (inizio corsi 3 Settembre)

LE LEZIONI DI PROVA SONO SEMPRE GRATUITE !!!

Domenica 26 luglio ore 21.00 Alessandro Pera – reading ‘Il concerto del primo maggio” estratto dallo spettacolo teatrale “Ehi tu! Il lato cattivo di Ernesto (Che) Guevara”

Domenica 26 luglio

ore 21.00

Alessandro Pera – reading ‘Il tradizionale concerto del primo maggio”

estratto dallo spettacolo teatrale  “Ehi tu! Il lato cattivo di Ernesto (Che) Guevara”

ehi tu

Lo spettacolo nasce da un monologo di Alessandro Pera, ampliato ed ottimamente adattato alle esigenze sceniche. L’ispirazione coglie l’autore in un momento di vita vissuta quando, incuriosito, decide di andare ad osservare quel fenomeno politico, musicale e sociale che è il “tradizionale” concerto del primo maggio.

E’ in Piazza S.Giovanni a Roma, davanti ad una bancarella di magliette, che viene folgorato dall’accostamento di immagini di personaggi i cui valori, da vivi, erano distanti anni luce, se non antitetici. Cosa possono avere in comune Gandhi, Padre Pio, Madre Teresa e Marilyn Monroe? E cosa li può rendere accostabili al Che? La risposta non viene fornita in modo esplicito, ma lo spettacolo si anima da subito di una sottile e coerente critica all’appiattimento su un sistema di valori universali, globalizzati, facilmente spendibili e vendibili che rende possibile tale accostamento.

È, di riflesso, un attacco all’“industria culturale”, capace di appropriarsi di qualsiasi immagine snaturandola al fine di renderla vendibile, trasformandola in paccottiglia da bancarella. Il processo, contestato in modo ironico e divertente, è quello che punta a ripulire qualsiasi grande personaggio della propria personalità, delle proprie idee, e soprattutto dei propri lati oscuri in cui albergano i valori spesso più profondi e significativi dell’individuo, le convinzioni più solide e scomode che ne animavano e rendevano coerente l’azione. Un’operazione necessaria se si vuole far apparire tutti buoni, tutti uguali, tutti commercialmente attraenti. Ma è questa perdita della vera anima del Che che ad Alessandro non piace.

È per rendere giustizia e merito al suo idolo che decide di rivendicarne i sentimenti autentici che ne hanno condizionato l’esistenza e l’azione. I più difficili, necessariamente violenti e non spendibili. “Il lato cattivo” insomma. Quello che gli ha veramente permesso di diventare il rivoluzionario che fu.

estratto dalla recensione di Maurizio Archilei per Escamontage

Sabato 25 luglio ore 20.30 Ivan Talarico presenta “Ogni giorno di felicità è una poesia che muore” (Gorilla Editore)

Sabato 25 luglio
ore 20.30

Ivan Talarico presenta

“Ogni giorno di felicità è una poesia che muore” (Gorilla Editore)

Ivan Talarico a 100 libri in giardino

“La poesia è un’arma deleteria per chi non vuole ammettere che la sintesi allontana più velocemente dalla menzogna. La poesia è la cosa più vicina al silenzio, non è tale per poco, inizia e finisce in un attimo, è come una parola scappata da una bocca troppo chiusa. Per questo è sempre superiore, anche se superflua in un organismo sano” (dalla prefazione di Antonio Rezza).

Intervista di Maria Ausilio Gulino su www.nuovepagine.it

La scrittura di Ivan Talarico è surreale, noi lo abbiamo conosciuto attraverso la sua silloge Ogni giorno di felicità è una poesia che muoredove ha parlato di “astrazioni e distrazioni, d’incanti e disincanti”. Usa la parola mai a caso, del resto si occupa di musica e di teatro, dunque la collocazione di ogni sillaba all’interno di una parola assume un significato ben preciso. Incontrandolo ci ha raccontato di umorismo, del “sorriso beffardo” e di come è possibile lasciarsi vivere piuttosto che viversi ostinatamente.

Dalla sua silloge apprendiamo che si occupa di spettacoli e musica “paradossali”: cosa è il paradossale?
È l’estrema unzione del ragionamento. L’unico modo per far scivolare la logica nella vita.

L’umorismo in poesia: cos’è? Come si manifesta? A che pro?
Per me l’umorismo è sempre involontario, soprattutto in poesia. Si manifesta come una vaga forma di ironia, un sorriso beffardo che non vuole limitare le possibilità infinite di espansione del reale. O a volte vuol chiudere le parentesi fumose del pensiero.

Secondo lei cosa c’è oltre la realtà?
Un’altra realtà. E dietro un’altra ancora. Mondi inesplorati. Basta solo avere occhi e guardar bene.

In che modo si può vivere al meglio?
Forse basterebbe lasciarsi vivere invece che viversi ostinatamente. O abituarsi a morire di tanto in tanto, senza prenderci gusto.

Oggi la scrittura è accessibile a tutti, in che modo possiamo scegliere quella di qualità?
Scegliendo quella cresciuta nei pascoli più verdi, allevata con i mangimi migliori e selezionata con amore per noi.

Chi sono i suoi scrittori preferiti e i libri?
I miei scrittori preferiti sono tutti morti, purtroppo. E i libri preferiti già letti.

Cosa vorrebbe lasciare ai posteri?
Mi piacerebbe lasciare un retrogusto di rabarbaro. Vorrei che in futuro chiunque sentisse, dopo un sorriso o un pensiero, un vago sapore di rabarbaro sul fondo della bocca, pensasse a me.

Mercoledì 22 luglio ore 21.30 Appuntamento dedicato alla casa editrice Sur Il tè tostato e @TwoReaders presentazione e reading da “Purgatorio” di Tomas Eloy Martinez e da “Non sapevamo giocare a niente” di Emma Reyes”.

Mercoledì 22 Luglio

ore 21.30

Appuntamento dedicato alla casa editrice Sur

Il tè tostato e @TwoReaders

presentazione e reading da “Purgatorio” di Tomas Eloy Martinez

e da “Non sapevamo giocare a niente” di Emma Reyes”.

reading a 100 libri in giardinoreading a 100 libri in giardino

Blog Il tè tostato

@TwoReaders

Gruppo di lettura su Twitter. Leggiamo narrativa contemporanea e ne parliamo.

www.edizionisur.it

“Purgatorio” è un romanzo che racconta un amore scomparso. “Purgatorio” è anche un romanzo sospeso tra il sogno e la realtà mescolati nella vischiosità dell’incubo.
Si ripercorrono gli anni della dittatura militare in Argentina, intrecciando il punto di vista di Emilia, moglie, mai rassegnata, del desaparecido Simón, e di suo padre, uomo dello Stato, il dott. Dupuy, uno dei più fedeli consiglieri dei generali, promotore e fautore di quel regime violento e bugiardo.
Il potere combatteva la sovversione in modo semplice ed efficace: privando i cittadini, ritenuti contrari al regime, dei diritti politici, civili e umani, della dignità, della libertà, della vita. Persone incarcerate senza processo, bestialmente torturate, rapite, dileguate nel nulla, come scompariva la verità di un Paese annegato da debiti e menzogne, così comparivano in cielo ufo e marziani.
Non sapevamo giocare a niente è la storia, tenera e nostalgica insieme, della travagliata infanzia di Emma Reyes, racchiusa in ventitré lettere che la pittrice scrisse, a partire dal 1969, al suo amico Germán Arciniegas. Emma racconta la storia di una bambina senza padre né madre, frutto di una relazione proibita, tra abbandoni e scoperte, preghiere e paure. Un viaggio che la porterà da una misera stanzetta a una casa coloniale, da una bottega del cioccolato a un convento di clausura. Con un tono bizzarro e ingenuo e con l’ironia di chi si è lasciato tutto alle spalle, l’autrice affronta il proprio passato trasformandolo in un feroce e avvincente romanzo.

Martedì 28 luglio “Cinema in Giardino” proiezione di INTERSTELLAR – ingresso libero

CINEMA IN GIARDINO

MARTEDI 28 LUGLIO ORE 21.00

“INTERSTELLAR”

ingresso libero

 

CINEMA IN GIARDINO a cura di Comitato parco di centocelle Libero  a 100 libri in giardino

Trama:

Un piaga sta uccidendo i raccolti della Terra, da diversi decenni l’umanità è in crisi da cibo e quasi tutti sono diventati agricoltori per supplire a queste esigenze. La scienza è ormai dimenticata e anche ai bambini viene insegnato che l’uomo non è mai andato sulla Luna, si trattava solo di propaganda. L’ex astronauta Cooper, mai andato nello spazio e costretto a diventare agricoltore, scopre grazie all’intuito della figlia che la NASA è ancora attiva in gran segreto, che il pianeta Terra non si salverà, che è comparso un warmhole vicino Saturno in grado di condurli in altre galassie e che qualcuno deve andare lì a cercare l’esito di tre diverse missioni partite anni fa. Forse una di quelle tre ha scoperto un pianeta buono per trasferire la razza umana e in quel caso è già pronto un piano di evacuazione. Andare e tornare è l’unica maniera che Cooper ha di dare un futuro ai propri figli.

interstellar

Domenica 19 luglio S/TANGATA 2015 – l’estate delle milonghe popolari (Kriminal tango) dalle ore 20.00 alle 24.00

Domenica 19 luglio

dalle ore 20.00

S/TANGATA 2015 – l’estate delle milonghe popolari (Kriminal tango)

S/TANGATA 2015 – l’estate delle milonghe popolari (Kriminal tango)

Musicalizza:

*******************PITER GARBA********************

SI BALLA SU LINOLEUM

l’ingresso è SEMPRE GRATUITO

Giardino dei Ciliegi (Quadraro vecchio)
Via Filippo Re